15 tecniche

Obiettivi e otticheIl vetro plasma la storia

La lunghezza focale decide come si sente lo spazio. Gli obiettivi grandangolari dilatano le distanze e portano il pubblico dentro l'azione, i teleobiettivi comprimono la profondità e trasformano il pubblico in un osservatore. Lo stesso attore si legge diversamente attraverso ciascuno.

Le scelte di obiettivo appartengono al regista e al direttore della fotografia, ma una scaletta di ripresa che le nomina fa risparmiare ore sul set. Queste pagine mostrano ogni obiettivo, cosa fa a volti e luoghi, e come scriverlo in una riga di scaletta.

Grandangolo estremo 14mm

Grandangolo estremo 14mm

Un grandangolo estremo 14mm inquadra un campo visivo enorme, dilata i bordi del fotogramma ed esagera la distanza tra ciò che è vicino e ciò che è lontano. Vicino a un volto lo deforma, lontano da esso fa inghiottire le persone dal paesaggio, e lo spettatore si sente collocato proprio dentro lo spazio.

Obiettivo grandangolare 24mm

Obiettivo grandangolare 24mm

Un 24mm vede più largo dell'occhio umano ma senza la distorsione pesante di un ultragrandangolare. Mantiene a fuoco un personaggio e gran parte di ciò che lo circonda nella stessa inquadratura, così lo spettatore si sente vicino all'azione e insieme consapevole del luogo.

Obiettivo 35mm

Obiettivo 35mm

Il 35mm sta a metà tra grandangolo e ottica normale: abbastanza vicino al personaggio da risultare intimo, abbastanza largo da tenere in campo ciò che lo circonda. Rende volti e spazi in modo naturale, così lo spettatore sente di stare accanto a qualcuno, in un luogo vero.

50mm

50mm

Un 50mm restituisce la prospettiva in modo simile a come la percepiamo con i nostri occhi, senza dilatare né schiacciare lo spazio. I volti sembrano naturali, gli ambienti mantengono le loro proporzioni reali, e lo spettatore osserva con calma, da testimone più che da protagonista.

obiettivo 85mm per ritratto

obiettivo 85mm per ritratto

Un 85mm da ritratto è un tele corto che inquadra un volto da una distanza comoda, con proporzioni che lusingano e uno sfondo che si sfalda in una morbida sfocatura. Il pubblico smette di guardare l'ambiente e comincia a leggere una persona.

Teleobiettivo 135mm

Teleobiettivo 135mm

Il 135mm incornicia un personaggio stretto e da lontano, appiattendo lo spazio dietro di lui e sfocandolo in piani morbidi. Lo spettatore si sente un osservatore a distanza, vicino al volto ma separato da esso.

200mm long telephoto

200mm long telephoto

Un lungo telephoto da 200mm o più riprende un soggetto da grande distanza, appiattendo tutto ciò che sta davanti e dietro di lui in un unico piano compresso. Il movimento verso la camera sembra bloccarsi, e lo spettatore osserva come una spia o un estraneo che non può intervenire.

Obiettivo anamorfico

Obiettivo anamorfico

Un obiettivo anamorfico schiaccia un'immagine larga sul sensore, che viene poi despressata in un fotogramma 2.39:1 con luci fuori fuoco ovali e lunghi flare orizzontali. Lo spettatore sente di guardare qualcosa costruito per il grande schermo, con spazio per i paesaggi e per più persone insieme.

Fisheye lens

Fisheye lens

Un fisheye lens vede un angolo estremamente ampio e curva le linee rette, così l'inquadratura si gonfia al centro e si incurva ai bordi. Lo spettatore sente che la realtà ha perso la sua forma, che sia uno sballo, un attacco di panico, uno scherzo o un incubo.

Tilt-shift lens

Tilt-shift lens

Un tilt-shift lens inclina il piano di fuoco, così solo una sottile fascia dell'immagine resta a fuoco mentre il resto sfuma in una forte sfocatura. Vista dall'alto, strade e persone reali sembrano un plastico da tavolo, e il pubblico si sente un gigante che guarda in basso un mondo in miniatura.

Obiettivo macro

Obiettivo macro

Un obiettivo macro messa a fuoco molto vicino e ingrandisce soggetti piccoli fino a riempire l'inquadratura a grandezza naturale o più, con solo pochi millimetri a fuoco. Lo spettatore entra in un mondo che normalmente non nota, dove una goccia d'acqua o un granello di ruggine hanno un peso.

Probe lens

Probe lens

Il probe lens è un tubo lungo e sottile con una punta minuscola che si infila in spazi strettissimi, va a fuoco a pochi centimetri da un oggetto e mantiene nitido anche lo sfondo lontano. Lo spettatore viaggia alla scala di un insetto o di un giocattolo, vicinissimo a ogni superficie ma capace di vedere lontano.

Split diopter

Split diopter

Il split diopter è una mezza lente posta davanti all'obiettivo, così un lato dell'inquadratura è a fuoco molto vicino e l'altro molto lontano. Lo spettatore vede un soggetto vicino e uno lontano entrambi nitidi, e sente una tensione innaturale tra i due.

Ottica vintage

Ottica vintage

Le ottiche cinematografiche d'epoca, o obiettivi moderni detarati per imitarle, restituiscono bordi più morbidi, contrasto più basso, flare caldi e bokeh vorticoso. Lo spettatore legge l'immagine come più antica, più gentile e più umana, come se venisse da un altro decennio o dal ricordo di qualcuno.

Compressione del teleobiettivo

Compressione del teleobiettivo

La compressione del teleobiettivo è l'appiattimento della profondità che si ottiene filmando da lontano con un tele lungo, così oggetti molto distanti tra loro sembrano impilati uno sull'altro. Il pubblico avverte affollamento, pressione, un mondo che si chiude addosso, oppure una distanza che nessuno sforzo riesce ad attraversare.

Le domande degli sceneggiatori

Quale obiettivo è più vicino alla visione umana?
Su pieno formato, un obiettivo intorno ai 40-50mm dà una prospettiva vicina a come vediamo. Ecco perché un 50mm risulta neutro e onesto, e perché allontanarsi da quel valore in un senso o nell'altro si legge come una scelta.
Perché i primi piani usano spesso teleobiettivi?
Un obiettivo più lungo, intorno agli 85mm o più, appiattisce i tratti del viso in modo lusinghiero e sfoca lo sfondo. Permette inoltre alla macchina di stare più lontana dall'attore, cosa che molti interpreti preferiscono nelle scene intime.
Le lunghezze focali devono comparire in una sceneggiatura?
No. Appartengono alla scaletta di ripresa o alle note di macchina. Nella sceneggiatura, descrivi come deve sentirsi l'immagine, per esempio una strada che sembra stringere, e la scelta dell'obiettivo ne conseguirà.