20 tecniche

Look di generePrendere in prestito un intero linguaggio visivo

Un look di genere è un insieme di scelte che il pubblico riconosce all'istante: le ombre del noir, i colori saturi del giallo, i primi piani polverosi dello spaghetti western. Prenderne uno in prestito crea aspettative in una sola immagine.

Comincia nella scrittura: le location, il ritmo delle scene, il modo in cui parlano i personaggi. Ogni pagina mostra il look, le scelte che lo costruiscono e come citarlo senza copiare un film specifico.

Film noir

Film noir

Il film noir è uno stile criminale in bianco e nero costruito su luce dura in low-key, ombre profonde, angolazioni oblique e personaggi segnati dal destino. Lo spettatore sente che tutti nascondono qualcosa e che la trappola si è chiusa prima ancora che la storia iniziasse.

Neo-noir

Neo-noir

Il neo-noir porta le trame e l'oscurità morale del noir classico dentro il colore, le città moderne e spesso una luce di giorno spietata. Il pubblico riconosce la trappola e la corruzione, ma in un mondo che sembra il suo.

Espressionismo tedesco

Espressionismo tedesco

L'espressionismo tedesco è uno stile degli anni Venti che deforma scenografie, angolazioni e ombre per esprimere lo stato interiore di un personaggio più che la realtà. Il pubblico vede la paura e la follia costruite nei muri, e un'ombra può essere più spaventosa della persona che la proietta.

Giallo

Giallo

Il giallo è uno stile thriller e horror italiano degli anni Sessanta e Settanta, costruito su luce colorata satura, primissimi piani, soggettive dell'assassino e omicidi messi in scena come veri e propri numeri. Lo spettatore è invitato a guardare la violenza come uno spettacolo stilizzato, quasi operistico.

Spaghetti western

Spaghetti western

Lo spaghetti western è la versione italiana del western, riconoscibile per paesaggi bruciati dal sole, primissimi piani su occhi e mani, lunghi silenzi e musica da opera. Il pubblico aspetta, e l'attesa diventa il drammatico.

Found footage

Found footage

Il found footage presenta il film come registrazioni fatte dai personaggi stessi, ritrovate dopo i fatti. Il pubblico vede solo quello che quelle camere hanno catturato, così ogni vuoto, ogni disturbo e ogni angolo cieco sembra una prova vera.

Cinéma vérité

Cinéma vérité

Il cinéma vérité è uno stile osservativo nato nel documentario: una camera leggera a mano con presa diretta segue persone reali mentre gli eventi accadono, con poca o nessuna messa in scena. Lo spettatore sente di essere nella stanza, a cogliere momenti che nessuno ha programmato.

Nouvelle Vague

Nouvelle Vague

La Nouvelle Vague è un movimento di fine anni '50 e anni '60 di giovani registi che girano per strada con camere leggere, luce naturale e un montaggio giocoso che rompe le regole classiche. Lo spettatore sente la libertà, l'impazienza e l'improvvisazione della gioventù.

Wuxia

Wuxia

Il wuxia è un genere cinese di eroi guerrieri, codici d'onore e duelli di spada che sfidano la gravità, filmati con cavi, tessuti che ondeggiano e paesaggi pieni di vento. Il pubblico guarda un duello come una danza che porta sentimenti che le parole non dicono.

Tech noir

Tech noir

Il tech noir fonde le ombre e il fatalismo del film noir con la tecnologia: schermi, macchine, neon e luce artificiale fredda. Lo spettatore sente che il pericolo ora viene dai sistemi costruiti dall'uomo.

Cyberpunk

Cyberpunk

Il cyberpunk racconta un futuro di tecnologia avanzata e società in frantumi: megalopoli fradice di pioggia e neon, pubblicità giganti, strade affollate e corpi modificati dalle macchine. Lo spettatore sente lo scarto tra la tecnologia abbagliante e le persone che sotto quella luce lottano per sopravvivere.

Southern gothic

Southern gothic

Il southern gothic è uno stile radicato nel Sud degli Stati Uniti: case in rovina, paesaggi umidi, fervore religioso, personaggi grotteschi e violenza sotto la buona educazione. Lo spettatore sente che c'è del marcio sotto i pizzi e gli inni.

Cosmic horror

Cosmic horror

Il cosmic horror è uno stile della paura costruito su forze troppo vaste e aliene perché l'uomo le capisca, mostrate attraverso colori sbagliati, forme impossibili e scorci invece che inquadrature complete. Lo spettatore si sente insignificante, e la parte peggiore non viene mai spiegata del tutto.

Vaporwave

Vaporwave

Il vaporwave è un look retro-futurista che nasce dalla cultura di consumo degli anni Ottanta e Novanta: gradienti rosa e verde acqua, grana VHS, centri commerciali vuoti, palme, statue in marmo e prime grafiche digitali. Lo spettatore sente una nostalgia sognante, un po' triste, per un futuro patinato che non è mai arrivato.

Documentary look

Documentary look

Il documentary look dà alla fiction la grana del reportage vero: camera a mano, luce disponibile, inquadrature reattive e fuoco imperfetto. Il pubblico crede di assistere a fatti che accadono, non a una scena costruita per loro.

Blockbuster look

Blockbuster look

Il blockbuster look è il linguaggio visivo levigato dei grandi film di studio: movimenti di macchina ampi, scala enorme, colori complementari saturi, luce lucida e moto costante. Il pubblico si sente trasportato da uno spettacolo pensato per stupire.

Arthouse look

Arthouse look

L'arthouse look preferisce i piani lunghi, le inquadrature larghe e composte, la luce naturale, il silenzio e l'ambiguità alla trama e alla spiegazione. Allo spettatore si chiede di guardare, aspettare e sentire, e il senso nasce nello spazio tra gli eventi.

Dreamcore

Dreamcore

Il dreamcore è un look costruito con luce soffusa e sbiadita, spazi liminali vuoti e luoghi familiari che si comportano secondo una logica onirica. Lo spettatore si sente confortato e inquieto insieme, come se ricordasse qualcosa che non è mai davvero accaduto.

Dystopian look

Dystopian look

Il dystopian look mostra una società oppressiva attraverso palette fredde o slavate, architetture che schiacciano, sorveglianza, disordine o vuoto, e segni di degrado. Lo spettatore sente il peso di un sistema che controlla e sminuisce i suoi abitanti.

Realismo magico

Realismo magico

Il realismo magico colloca eventi magici dentro un mondo realistico e li filma con la stessa calma della vita quotidiana. Il pubblico accetta l'impossibile perché lo accettano i personaggi, e la magia rivela sentimenti e verità che il solo realismo non potrebbe contenere.

Le domande degli sceneggiatori

Come cito un look di genere senza copiare un film?
Nomina la famiglia di scelte invece di un singolo film: ombre dure, persiane veneziane, strade bagnate di pioggia per il noir. Costruisci i tuoi riferimenti da più fonti, e lascia che sia la storia a decidere quali elementi mantenere.
Posso mescolare due look di genere?
Sì, e molti film forti lo fanno, come il noir con la fantascienza nel tech noir. Scegli un look guida e prendi in prestito pochi elementi dall'altro, altrimenti l'immagine perde identità.
Il look di genere comincia nella sceneggiatura?
In gran parte sì. Location, ora del giorno, ritmo dei dialoghi e il tipo di scene che scrivi indicano già un look. Il regista e il direttore della fotografia trasformano poi quelle scelte in luce, obiettivi e colore.